I cristiani del XIII secolo assegnarono un nuovo valore e significato al corpo dell’uomo, una scoperta cui dette un contributo determinante la predicazione antidualistica di Domenico di Caleruega e dei suoi confratelli. Per Domenico il corpo umano era un vaso creato da Dio, che doveva quindi essere trattato con rispetto per la sua funzione di tempio dello Spirito Santo. I suoi bisogni dovevano essere riconosciuti e soddisfatti, ma al tempo stesso posti sotto controllo attraverso l’ascesi. Come è noto, Domenico integrò in modo suggestivo anche la corporeità nella sua preghiera, lasciando così al suo Ordine un’eredità spirituale particolarmente significativa.
Ma fu con Alberto Magno e Tommaso d’Aquino che, sulla scorta del pensiero aristotelico, venne aperta una riflessione sul corpo e la corporeità che avrebbe inciso in profondità nella tradizione intellettuale domenicana, sia teologica che scientifica. In un sermone rivolto agli studenti di medicina, il maestro generale dell’Ordine Umberto di Romans, loro contemporaneo, giustificava l’utilità dello studio di questa disciplina proprio facendo riferimento all’importanza del corpo umano, soggetto alle malattie a causa del peccato originale. Recenti ricerche hanno messo in luce anche la figura del frate e vescovo Teodorico Borgognoni come esempio di medico proveniente dall’Ordine dei Predicatori.
Pur avendo un’opinione positiva del corpo umano, i maestri domenicani avevano ben chiaro un preciso ordine gerarchico, per il quale vi era comunque una superiorità dell’anima sul corpo. Nella logica degli inquisitori, ad esempio, lo sforzo di salvare le anime degli eretici provati, ma anche di proteggere il corpo della Chiesa dalla peste dell’eresia era motivo sufficiente a giustificare il ricorso alla persecuzione e alla tortura.
Il Comitato editoriale di Archivum Fratrum Praedicatorum intende dedicare, nel 2027, un numero speciale della rivista al tema I Domenicani e il corpo. Lo scopo è quello di aprire una riflessione su questo argomento in una prospettiva storica di lungo periodo, dal medioevo all’età moderna e contemporanea. Si prenderanno in esame l’elaborazione teologica, le narrazioni spirituali e i grandi dibattiti culturali, ma si cercherà anche di mettere a fuoco l’azione concreta dei frati Predicatori e delle donne domenicane nel vivo dell’ambiente sociale e umano in cui operarono, delle relazioni che seppero costruire, dei rapporti di forza con cui dovettero confrontarsi, delle pratiche e dei comportamenti che plasmarono.
Si sono individuate cinque grandi aree tematiche:
- Il corpo pensato (dottrina e cultura)
L’eredità medievale (la svalutazione del corpo nella tradizione monastica) – Corpo e anima in Tommaso d’Aquino – Medicina e fisiologia: Alberto Magno e la sua scuola – Il corpo e la sessualità nella teologia morale (le Summae virtutum medievali e i dibattiti dell’età moderna) – Le agiografie
- Il corpo vissuto (le pratiche)
I codici vestimentari – I codici alimentari – La cura del corpo – L’ascesi – La corporeità per gli osservanti – Il corpo dopo la morte
- La pastorale domenicana
La polemica anticatara – Il corpo del predicatore – Il corpo del confessore (Summae confessorum) – Il corpo dell’inquisitore – Il corpo della donna
- Il corpo sacro
Il corpo che prega – Il corpo dell’estasi (e della profezia) – Il cuore, il sangue, le lacrime – Le stimmate nella tradizione domenicana: dalle mistiche del Duecento alle sante vive –
Rituali e sacre rappresentazioni
- Le immagini
Il corpo eucaristico: la cappella del Corporale di Orvieto – Arte domenicana: il Beato Angelico – Il corpo nei libri: le miniature
Oltre ai temi sopra indicati il Comitato editoriale della Rivista potrà comunque prendere in considerazione ulteriori proposte e suggerimenti degli studiosi interessati al progetto.
Gli studiosi che intendono contribuire al volume monografico di Archivum Fratrum Praedicatorum con un loro saggio sono invitati a presentare i titoli provvisori e un abstract (450-500 parole, in lingua italiana, inglese, francese, spagnola o tedesca) entro il 1° novembre 2025. Coloro i cui contributi saranno accettati potranno consegnarli entro il 30 giugno 2026. I saggi pervenuti saranno sottoposti a una procedura di revisione tra pari, in linea con la prassi della rivista.
Contatto: praeses@institutumhistoricum.op.org (Viliam Štefan Dóci OP)
La Call for papers da scaricare.
